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Sarzana si colloca nella punta orientale della Liguria, la dove questa confina con l'estremità nord-occidentale della Toscana.
Qui la Toscana entra nel cuore della Val di Magra lasciando Sarzana alla Liguria e Fosdinovo ed Aulla alla Toscana.
Una linea di confine "tracciata" nel recente passato che assume un valore prettamente amministrativo e non è certamente la demarcazione tra l'area dialettale ligure e quella toscana.
Inoltre nella Lunigiana, e specialmente nell'Alta Val di Magra, sono presenti forme dialettali di tipo emiliano.
I territori delle province di La Spezia e Massa Carrara sono quindi il teatro dove si è verificato l'incontro-scontro tra gli idiomi ligure, toscano ed emiliano.

Determinare l'area di appartenenza delle singole città non è cosa semplice.
Il Prof. Giogio Masetti nel suo "Antologia etimologica del dialetto Sarzanese" (a cui si rimanda) afferma che se si analizza il dialetto dal punto di vista fonetico, prescindendo dai termini comuni delle tre aree, possiamo individuare nel basso corso del Magra una primo netto confine.

Infatti al di la del fiume (verso Lerici) il dialetto assume una caratteristica connotazione ligure: l'indizio principale è i dileguo delle consonati "r" e "l" intervocaliche (muo=mulo) dovuto ad un fenomeno di sostrato.
Questo fenomeno è tipico di una lingua già parlata in un territorio e soprafatta da un'altra di maggior pregio o imposta da un popolo invasore si manifesta proprio con alterazioni fonetiche, persistenti nel tempo, dovute ad abitudini di pronuncia delle singole popolazioni.
Altra tipicità del dialetto ligure è l'uso della consonante palatale "c" e "g" in luogo di "pl" e "bl" iniziale (cian=piano dal latino planu).
Queste caratteristiche non sono presenti nel dialetto sarzanese che pertanto, da questo punto di vista, non è affine a quello ligure.

Il Prof. Masetti afferma inoltre che al di là di Sarzana, Fosdinovo e Castelnuovo, si può individuare un altro confine rappresentato da una linea immaginaria che unisce i centri di Nicola, Ortonovo, Casano e Castelpoggio oltre il quale nel dialetto è presente la consonante "d" invertita o cacuminale in luogo della doppia "ll" intervocalica (gadina=gallina).
Tale caratteristica, residuo di un sostrato pre-latino, è invece tipica della zona apuana e manca nei dialetti di Sarzana, Fosdinovo e Castelnuovo.

Il dialetto sarzanese ha tuttavia subito l'influsso di quello toscano, attraverso il "filtro" della zona apuana, ma questo si è espresso con apporti prevalentemente di genere lessicale.

Le caratteristiche principali del dialetto sarzanese sono principalmente due:
La contrazione delle vocali protoniche “e” ed “i” nella mutola (v'dere=vedere) e l’aggiunta di una “a” in luogo dei prefissi “ra” e “ri” (arcuntare=raccontare)

Conclude il Prof. Masetti che, se si considerano soprattutto gli aspetti fonetici, il dialetto sarzanese si collega all’area dialettale emiliana. Tale conclusione non esclude tuttavia l’importanza delle influenze sia ligure che toscana.

Alcuni esempi ...


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Ultima modifica
22.03.2012
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