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Alfredo Poggi (1881 - 1974) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Alfredo PoggiAntifascista e uomo di cultura

La seconda scuola media statale di Sarzana, oggi unificata con la “Carducci”, fu costruita intorno agli anni Settanta e fu intitolata ad un personaggio purtroppo assai poco conosciuto nella sua città, anche se, invece, può essere considerato il sarzanese più illustre di tutto il Novecento: Alfredo Poggi.

Egli nacque a Sarzana il 4 maggio del 1881 da una famiglia della piccola borghesia sarzanese che, grazie a sacrifici, riuscì a farlo studiare.
Così il giovane Poggi si laureò in lettere e filosofia, nonché in giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Genova, discutendo una tesi di laurea che aveva per argomento: “Kant ed il socialismo”, tesi poi pubblicata nel 1904 e che segnò il percorso culturale di tutta la sua vita.

Infatti Poggi si batté sempre per collegare le teorie socialiste con quelle kantiane e la tesi da lui sostenuta si rivelò ancora attuale dopo la “caduta dei muri”.
Nel congresso del Psi del 1914 egli presentò personalmente una mozione affinché fosse resa compatibile l’iscrizione al partito con l’adesione alla massoneria, mozione che sostenne fortemente contro quella opposta di Zibordi, appoggiata anche da Mussolini, che allora era il capo dell’ala massimalista del partito. Ma vinse la seconda. E quello fu il primo scontro tra Poggi e Mussolini.

Sempre in quel periodo si batté per la costituzione di una nuova provincia in Lunigiana, ma, in contrasto con il resto del suo stesso partito della zona; sostenne sempre che il capoluogo avrebbe dovuto essere Sarzana e non Spezia.

Poggi fu tra gli artefici della vittoria elettorale socialista alle elezioni comunali dell’autunno 1920, e fu anche il candidato più votato della stessa lista socialista, tanto che toccò a lui, peraltro uomo dalla parola facile e dalla vasta cultura, aprire la prima seduta del nuovo consiglio comunale, pronunciando il discorso di investitura , in cui dichiarava apertamente una dura condanna contro le amministrazioni liberal-conservatrici. Ma per ragioni di lavoro e di studio (insegnava altrove), non volle accettare la carica di sindaco, ed indicò per quel ruolo il suo amico e coetaneo Pietro Arnaldo Terzi, di cui fu ascoltato consigliere e collaboratore.

Dopo la parentesi di amministratore pubblico, Poggi ritornò ai suoi studi, alla professione di avvocato ed all’insegnamento di materie filosofiche e letterarie, che svolse in diversi licei delle Marche e del Piemonte.

Quindi fu nominato docente universitario dell’Ateneo genovese, dove ottenne la cattedra di filosofia.
Noto antifascista, per tutto il “ventennio” si oppose alle idee ed ai sistemi del regime. Collaborò, invece, con Gobetti e con la sua “Rivoluzione liberale”; mantenne contatti con i fratelli Rosselli e, poi, con la brigata partigiana “Giustizia e libertà”, diventando il punto di riferimento per i futuri membri del Partito d’Azione, che in essa confluirono; contestò duramente la decisione di Mussolini di imporre ai docenti universitari il giuramento di fedeltà al regime, e rinunciò alla cattedra.

Nel 1943, assieme al figlio, si unì al movimento partigiano che andava costituendosi.
L’anno dopo fu arrestato ed internato nel campo di concentramento nazista di Bolzano, dal quale, fortunatamente, riuscì a tornare a Genova. Qui riprese la sua attività politica nel partito socialista, fece parte del CLN genovese, ricominciò ad insegnare ed iniziò una valente attività di giornalista.
Nel 1945-1946 diresse il rinato quotidiano socialista genovese “IL LAVORO NUOVO”, incarico che, successivamente, passò allo stesso Sandro Pertini.

Scrisse anche numerosi volumi di filosofia, di politica, di diritto.

Alfredo Poggi, pur vivendo lontano dalla sua città natale, non la dimenticò mai e sin dagli anni Cinquanta si adoperò affinché i fatti del 1921 fossero adeguatamente ricordati: come segno di una popolare resistenza contro i soprusi e le prevaricazioni dei fascisti e come monito, specie per i più giovani, sul dovere di tutti di difendere e conservare la democrazia.

Morì a Genova il 3 gennaio del 1974 e, poco tempo dopo, a lui fu intitolata, a Sarzana, l’allora seconda scuola media (che aveva sede presso il collegio delle Missioni), una scuola proprio perché essa è luogo di educazione e di formazione dei giovani, a cui Poggi tanto teneva.

 

Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli
con la collaborazione di Egidio Banti, Pino Meneghini, Igino Carabelli e Claudio Isoppo


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Ultima modifica
22.03.2012
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