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San Francesco La tradizione vuole che la chiesa e l’annesso convento dedicati a San Francesco (ora sede del tribunale) siano stati voluti dal santo stesso durante una sua breve visita nella città di Sarzana.

La parte inferiore della facciata è tutt’oggi rivestita in marmo.

La chiesa è formata da un’unica grande navata secondo lo stile monastico-gotico del 1200-1300.

FacciataNel transetto di destra si trova la tomba del vescovo Bernabò Malaspina, morto nel 1338.
Il monumento funebre comprende un sarcofago retto da quattro leoni e da una cariatide il tutto retto da una mensola in marmo con le figure dei simboli evangelici e gli stemmi dei Malaspina.

Recentemente la figura del vescovo giacente sul sarcofago è stata collocata in basso, sul pavimento della chiesa, mentre un calco in gesso della figura è stato posto nel luogo originario, cioè sopra il sarcofago.
Questo monumento risale presumibilmente agli anni 1338-1342 in cui i Malaspina furono signori di Sarzana.

InternoNel transetto di sinistra, in alto, è collocato uno dei monumento più noti della Città: la tomba di Guarnerio degli Antelminelli, il figlio più piccolo di Castruccio Castracani, signore di Sarzana dal 1314 al 1328, morto nel 1322.

Nella chiesa si possono ammirare alcune tele (del Carpenino, del Fiasella e altri) e la copia di un dipinto di Andrea del Sarto eseguito nel 1528.
In passato, l’originale dipinto di Andrea del Sarto si trovava nella chiesa dei Domenicani.
Venduto ad una famiglia genovese, giunse poi nel 1835 a Berlino dove andò distrutto, nel 1945, in conseguenza degli eventi bellici.

La chiesa di San Francesco è importante anche per due iscrizioni di grande interesse linguistico
Entrambe sono scritte sia in latino che in austro bavarese arcaico e probabilmente sono gli unici documenti del genere in Italia. Risalgono al periodo in cui a Sarzana erano presenti i mercenari tedeschi al servizio della repubblica di Genova (sec. XVI).
La più antica si può leggere nella parete interna della facciata ed è una lapide in ricordo di un porta insegne morto nel 1568.
L’altra iscrizione si trova fuori della chiesa al di sopra di una porta a sinistra di chi guarda la facciata. Ricorda la fondazione di un cimitero per mercenari tedeschi nel 1577.
L’iscrizione è sormontata da un bassorilievo dove sono rappresentati inginocchiati, sotto il crocifisso, il capitano delle milizie tedesche al servizio di Genova e il capitano della guarnigione di Sarzana.

Tomba di Guarniero degli Antelminelli
Tomba di Guarniero
degli Antelminelli

Tomba di Bernabò Malaspina
Tomba di
Bernabò Malaspina
Lapide ricordo cimitero mercenari tedeschi
Lapide ricordo
cimitero mercenari tedeschi

A fianco della chiesa troviamo l'antico convento con il suo chiostro, rimaneggiato e demolito per metà, occupato oggi dal tribunale.

Poco lontano, all'incrocio tra via San Francesco, via Falcinello e via dei Molini, chiamato appunto "la Crosa", vi è una piccola piramide sormontata da una croce in ferro che ricorda il luogo dove la leggenda vuole che San Francesco abbia incontrato San Domenico.


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Ultima modifica
22.03.2012
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