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Interno durante Atri fioritiIn origine fu residenza del marchese Bordigoni, poi dei Sarteschi, finché, nel 1937, la famiglia dello scultore Carlo Fontana (1865 - 1956) - prozio dell’attuale proprietaria - lo acquistò.

L’ingresso al palazzo è quasi di fronte al monumento ai Caduti di Piazza Matteotti, opera dello stesso Fontana, inaugurato l’8 luglio 1934.
Sempre in Sarzana, Fontana ha realizzato il monumento a Garibaldi nella piazza omonima.
Lo scultore gode comunque di fama nazionale.
Ha realizzato per l’Altare della patria a Roma la quadriga di sinistra, di cui al piano nobile di questo palazzo è possibile ammirare un modello di creta in scala.

Nell’atrio si possono ammirare molte opere dell’artista.

Tommaso Campanella in carcere (1° destra): alto rilievo con il quale Carlo Fontana nel 1891 vinse il primo concorso nazionale di scultura bandito dal Regno d‘Italia.
Il filosofo assorto nei suoi pensieri non ascolta la sentenza di morte e il secondino, in alto a sinistra, lo osserva incredulo perché non si è lasciato piegare dalle torture.

Nudo di Atleta (2° destra): nudo mutilo di atleta in bronzo risalente al 1908.
Il bastone posto alle spalle dell’uomo simboleggia il lavoro.
Manca la parte superiore della statua perché era stata calcolata male la quantità di bronzo necessaria alla fusione. Anche incompleta la statua risultò un capolavoro e fu pertanto esposta in molteplici mostre.

Gesù scaccia i profanatori dal tempio (3° destra): calco in gesso.
L’opera in marmo è esposta nel museo di San Paolo in Brasile.

Prometeo liberato (4° destra): il marmo rappresenta un giovane che corre dopo aver rubato il fuoco agli dei per sottrarsi alla loro ira.
Fu progettato per essere inserito in un faro monumentale per Genova in ricordo del poeta Shelley.

La Sibilla delle Apuane (5° sinistra): scultura in terracotta che rappresenta l’attesa delle previsioni della Sibilla circa il futuro della popolazione romana.

Capitello colonna (4° sinistra): è in terracotta.
Il resto della colonna coclide in bronzo è conservato a Roma ma non fu mai completata.
Vi è raffigurata una interpretazione dell’unione europea con i vari stati personificati.
Interessante è riflettere sulla data di realizzazione, 1938, in quanto testimonia quanto l’artista anticipasse le moderne idee di un Europa unita.

Gessi monumento ai caduti di Tivoli (3° sinistra): realizzato in onore dei caduti in guerra (1930).
L’immagine rimanda all’eroismo greco-romano, i corpi dei soldati infatti sono nudi, vestiti solo della loro eroicità.
Lo stesso particolare dello scudo su cui i caduti sono riportati alla loro terra che richiama il motto “o con lui o sopra di lui” rimanda al monito delle madri e mogli degli antichi guerrieri spartani: il ritorno senza scudo avrebbe significato codardia.

Autogenesi (2° sinistra): l’uomo che si crea dalla materia.
La sua realizzazione in marmo fu donata dalla famiglia alla città di Carrara.

Busto di Terenzo Mamiani (1° sinistra): in bronzo, fu commissionato dalla famiglia Maniani ma non arrivò mai a destinazione.

Principessa (sopra alle scale): busto in marmo rappresentante una duchessa amica dello scultore.

Testo a cura dell'Istituto Tecnico C.Arzelà - Corso Turistico


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Ultima modifica
22.03.2012
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