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Ingresso al giardinoPercorrendo via Mazzini procedendo da piazza Matteotti verso Porta Romana, poco prima della Cattedrale di Santa Maria, sulla destra sorge il Palazzo Vescovile.

Fu edificato dopo il 1465, data in cui a Sarzana viene conferito il titolo di città e la chiesa di Santa Maria diviene Cattedrale grazie anche all'interessamento del cardinale Calandrini.
Il papa Paolo II stabilì che Parentucelli, l'allora vescovo di Luni, dovesse lasciare l'antica città, ormai in decadenza, per porre la sua stabile dimora in Sarzana.
E' così che il cantiere del palazzo vescovile andò ad aggiungersi ai tanti altri che si aprirono in quel periodo in cui la società sarzanese smaniava di apparire degna del nuovo rango.

Il palazzo fu completato quindi da Antonio Maria Parentucelli, primo vescovo della nuova diocedi di Luni-Sarzana, che lo portò a compimento nel 1471.

Ampliato in epoche successive presenta ancora oggi interni affrescati ed arredati, fra cui la sala maggiore e la cappella.
All'interno, nella sala principale, ritratti ad affresco di vescovi e prelati diocesani, fra cui Papa Niccolò V e il cardinale Filippo Calandrini.
All'esterno, sopra l'arco di ingresso, possiamo scorgere una lapide marmorea con lo stemma della diocesi rappresentato da una mezza luna (ricordo di Luni) ed una stella a otto punte (a rappresentare Sarzana) accanto al bastone episcopale accompaganti dall'iscrizione DOMUS EPISCOPATUS LUN.ET SARZANEN. A. 1476.24 IULII.


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Ultima modifica
22.03.2012
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