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Cardinale Giuseppe Spina (1756 -1828)
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Cardinale Giuseppe SpinaGiuseppe Spina, cardinale di Santa Romana Chiesa, diplomatico pontificio ed arcivescovo di Genova, é stato certamente uno dei più illustri figli della città di Sarzana. A lui rimane dedicata la via di sobborgo (Sobborgo Spina) che fiancheggia il Torrione Genovese e sulla quale sorge l’edificio dell’asilo infantile che porta il suo nome, nel quale si sono formate generazioni di piccoli sarzanesi.

Egli nacque il 22 maggio 1756, unico maschio di una nobile famiglia del tempo, che lo avviò agli studi umanistici all’università di Pisa. Per la sua notevole intelligenza fu segnalato a Roma, e si trasferì dunque presso la curia romana (fors’anche per i buoni uffici del sarzanese Filippo Casoni, anch’egli futuro cardinale), diventato stretto collaboratore di Papa Pio VI: ne fu prelato domestico e segretario della segnatura, ma anche confidente e collaboratore privato.

Solo nel 1796, però, fu ordinato sacerdote, a Sarzana, nella cappella della Casa della Missione, per mano del vescovo Vincenzo Maggiolo. Ma tempi tempestosi si preparavano per il Papato. Nel 1798 i francesi, entrati in Roma, arrestavano Pio VI, traducendolo prigioniero a Torino.

Lo Spina, allora memore della benevolenza che il Papa gli aveva mostrato, gli si presentò nella città subalpina. Pio VI lo accolse con tenerezza e lo elesse arcivescovo titolare di Corinto, mantenendolo presso di sé a Valenza, nel sud della Francia, nei due anni di prigionia, sino alla morte avvenuta all’inizio del 1800. Il nuovo Papa Pio VII delegò proprio monsignor Spina, insieme al padre Consalvi, a recarsi a Parigi per trattare con Napoleone primo console un Concordato. Le trattative andarono a buon fine, ed il Concordato fu sottoscritto il 15 luglio 1801. A quel punto, Napoleone concesse il nulla osta per trattare a Roma le spoglie mortali del defunto Pio VI, e l’incombenza venne affidata proprio al prelato sarzanese, che la compì all’inizio del 1802. Nel frattempo, Pio VII, grato allo Spina per tanti servigi prestati alla sede apostolica, lo aveva creato cardinale “in pectore” (cioè in segreto, per non compromettere l ’esito della missione a Parigi) nel concistoro del 23 febbraio 1801. La nomina fu resa pubblica il 29 marzo 1802 (con il titolo di Sant’Agnese), ed il 24 maggio dello stesso anno il Papa lo designava arcivescovo metropolita di Genova.

Non vennero meno però le sue funzioni diplomatiche, e restò celebre il suo operato al concilio dei vescovi francesi del 1811 (la Liguria era diventata parte integrante dello stato francese), quando con uno stratagemma procedurale riuscì a far presentare all’imperatore un documento in favore della liberazione di Pio VII, a sua volta imprigionato a Savona. A Genova il cardinale Spina sarebbe rimasto sino al 1816, quando, subentrata la Restaurazione e figurando molto probabilmente egli come “filo francese”, chiese di poter tornare a Roma.

Nel frattempo nel 1815, era stato nominato anche amministratore apostolico della diocesi di Brugnato (che stava per essere unita a Sarzana essendo divenuta troppo piccola e povera per far da sola), e svolse questo incarico - pur senza risiedere nella cittadina della Val di Vara - sino al 1820. Negli anni seguenti fu legato pontificio nelle province di Forlì e di Ravenna (che allora facevano parte dello Stato pontificio), vescovo di Palestrina nel 1820, prefetto della segnatura apostolica (cioè del tribunale supremo della Santa Sede) nel 1824.

Morì a Roma , dopo breve malattia, il 13 novembre 1829. È legittimo definire il cardinale Spina uno dei più importanti personaggi storici del periodo napoleonico, non lontano dalla statura di un Talleyrand o di un Metternich.

 

Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli
Edito da Pubblica Assistenza "La Misericordia & Olmo" Sarzana e AISM - La Spezia


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Ultima modifica
22.03.2012
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